Due parole su “Sleeping”.

Sleeping…
A volte sono le prime impressioni, quelle che contano. New York è una città frenetica, stancante, si sa. Elimina dai rapporti umani le cose che non sono essenziali, fino a rimanere scarnificati.
Lo spazio a Manhattan è un lusso costosissimo e i commuters provenienti dai vicini Borroughs, grazie ad una efficientissima rete metropolitana, sono tantissimi. A volte le carrozze sono per loro, non dico giacigli, ma confortevoli situazioni dove chiudere gli occhi e lasciarsi alle spalle i ritmi frenetici della town….
Mi sono addormentata anche io in una carrozza della subway, stravolta dalla stanchezza del giorno. Era estate, e mi sono ritrovata ad un capolinea di una linea della metropolitana che non conoscevo. Erano le tre di notte, a quel punto, ma finalmente avevo recuperato un po’ delle mie forze, dopo una sana pennichella notturna. Ti puoi ritrovare in posti lontani e sconosciuti addormentandoti. Ci sono linee che terminano a decine di chilometri da Manhattan.
Questa dimensione sospesa tra due luoghi e da una dimensione attiva delle persone mi ha coinvolto subito. Ero arrivata a New York per trasferirmi e avrei voluto esplorare tutto, ma l’International Center of Photography aveva accettato la mia application per un tirocinio sulle collezioni fotografiche del loro museo. Inoltre dovevo collaborare al blog “Fans in a Flash Bulb” scrivendo e utilizzando il materiale fotografico del loro archivio. Scrivere in inglese per me era impegnativo. Inoltre decidere argomenti, possibilmente a carattere internazionale e con una presa sul contemporaneo, e conoscere tutto il loro materiale mettendolo in risalto mi prendeva molto tempo. Avevo accesso on line al loro archivio, così molto del mio tempo libero lo passavo a scrivere, correggere e visualizzare l’archivio. Addio tempo libero. Addio ogni progetto di foto. Cosa mi rimaneva? Il tempo passato negli spostamenti in metro.
Così nasce il mio progetto. Queste sono le prime impressioni di una città come New York, in cui in inverno a volte preferisci camminare nei sotterranei a causa del freddo. Sono foto fatte con l’iphone. Scatti rubati a passeggeri. Segnati dalla fretta e dal campanello di chiusura delle porte dei vagoni. Scatti veloci, perche il più delle volte i passeggeri aprono gli occhi alle fermate per controllare le stazioni. Lascio a voi la possibilità di aprire gli occhi sul mio sguardo.

New York: sleeping in the subway.

Two men sleeping in the subway.

The summer is still here. Eight months have gone away (where did they go then?) and very soon the fall will be back. This made me think about all these pictures in the subway. I have a lot of them, mostly not organized.
I don’t know why I was focused only on this. At the end is a sad story, not so funny. Not even really original. There are a lot of photographers that have already done this (worth to mention Bruce Davidson “Subway” first, but Weegee too!)
Working at ICP I met a friend, NIK, she printed several pictures for ICP’s exhibitions and she already photographed the same subject in b/w. http://www.randomnumber11.org/1489.html
In addition, before I left Rome in December 2012, I met a photographer during the Festival di Fotografia. His name is Nicolas Sanin (http://www.nicolassanin.com/). In July, we met again by chance in the subway in New York. Nicolas was in New York preparing his exhibition “The Reflex Project in New York City”. So, I think and I believe in coincidences, but I also believe in analyze them.
I generally find all the pictures taken in the subway realistic and a bit depressing… but at the end inspiring! I like to take pictures without knowing the reason. Even if it is methodically obsessive and recurring. At the end there is often a hidden reason, if you search it. It could be only something inspiring you in the way you like to show them or something different. Anyway, I hope you enjoyed them… :)